venerdì 1 giugno 2012

La nostra risposta alla polemica su FB di una guardia zoofila
SU PALLOSU: UNA COLONIA DI “GATTI ESAGERATI “
Per Giovanni Contini i gatti “ non riconosciuti” possono
non essere segnalati e morire investiti dai pirati in silenzio
(il suo post sparisce, ma lo ripubblichiamo integrale)
e da Torino le gattare lo smentiscono clamorosamente:
il cartello salvagatti esiste eccome !
ecco le foto...



























Dopo la morte per investimento di un gatto di Su Pallosu da parte di un pirata che andava ad oltre 100 Km/h  (senza fermarsi dopo l’impatto), una guardia zoofila ha polemizzato pubblicamente su Facebook contro di noi.Si tratta di un l’ultimo tassello di un singolare atteggiamento che merita  una nostra puntale e articolata risposta.
Partiamo dal commento pubblicato sulla pagina Facebook delle Guardie Zoofile di Oristano al link
Questo commento si riferiva ad articolo dell’Unione Sarda che dava notizia e commentava la morte per investimento del gatto Elvis-Romeo avvenuta lunedì pomeriggio.

E’ stato misteriosamente cancellato da chi lo ha postato tre giorni dopo la sua pubblicazione, ma noi lo abbiamo salvato e lo ripubblichiamo nelle foto qui in basso integralmente e senza alcuna censura. Probabilmente a farlo sparire è stato un tardivo pentimento, l’imbarazzo, la vergogna .
L'eloquente titolo del post della Guardia Zoofila: "Questa è bella, ma non avevano altro da scrivere ?".





















Cominciamo ad analizzare il titolo utilizzato in questo commento, poi sparito:
<<Questa è bella, ma non avevano altro da scrivere ? >>
Intitolare il commento ad un articolo di un quotidiano che vede come protagonista un gatto morto per causa di un pirata, “questa è bella” si commenta da solo. Nella migliore delle ipotesi la possiamo definire una frase infelice. L’avversazione successiva però fa capire che ciò non basta a spiegarla. Con quel <<non avevano altro da scrivere>> si denota che:
-quell’articolo  era davvero fastidioso e scandaloso:
-la vita di un gatto-sempre secondo la guardia zoofila- non meriterebbe- alcun spazio su un giornale perché sono considerati esseri non importanti.
-il giornale e la giornalista –secondo la guardia zoofila- sarebbero degli emeriti imbecilli a parlare di un fatto che non avrebbe alcuna dignità di notizia e non sarebbe dovuto mai dovuto comparire sul quotidiano;
-con poche parole viene insulta la qualità del giornale, la professionalità della giornalista, l’attività  nostra che   da anni a  nostro carico (con l'aiuto si soli volontari) gestiamo una colonia di 52 gatti .
Sempre dal commento poi sparito pubblicato sulla pagina Facebook delle Guardie Zoofile Oristano.




















Lasciamo il titolo, di per sé significativo e andiamo ad analizzare il contenuto.
<<Ma si rendono conto di quanto sono esagerati. >>scrive la guardia zoofila.
I giornalisti dell’ Unione Sarda, noi gattari o i gatti stessi ? Chi sarebbero questi “esagerati”? O no forse  pirati della strada che sfrecciano a 100 Km/h in centro abitato? E in ogni caso di quale esagerazione si sta parlando ?

Ma per capire i fatti soprattutto per chi non conosce la realtà oristanese, occorre necessariamente fare un salto indietro e ricordare l’atteggiamento di prevenzione della guardia zoofila nei nostri confronti e soprattutto nei riguardi della tutela dei gatti dai pirati della strada.
La memoria ci viene in aiuto e parte da lontano, esattamente da quando in perfetta buona fede due anni fa abbiamo contattato e informato la stessa Guardia Zoofila dell'esistenza della Colonia Felina di Su Pallosu.
In data 10 giugno 2010 è stata da noi segnalata la colonia felina in oggetto alle autorità competenti, Comune, Asl e appunto- per correttezza- anche le stesse Guardia Zoofile di Oristano proprio nella persona di Giovanni Contini. L’atteggiamento della Guardia Zoofila nei nostri confronti è apparso subito pregiudizievole nei nostri confronti e teso ad ostacolare ogni nostra iniziativa.
 Unitamente al direttore della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano, dott. Paolo Briguglio,  abbiamo pubblicamente incontrato il sindaco di San Vero Milis  e la giunta presso il municipio in data 4 settembre 2010, in merito agli interventi previsti dalla normativa vigenti di competenza comunale, d’intesa con l’Asl. Nello stesso incontro il Sindaco ha assicurato lo stanziamento di un contributo economico per la sterilizzazione dei felini della Colonia, d’intesa con l’Asl, così come richiesto dalla Legge 281 del 14 Agosto 1991,  in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, recepita da successive leggi e regolamenti regionali. Impegni che però dopo due anni sono rimasti del tutto disattesi. Nulla è stato fatto da questo ente.
Proprio all’uscita di quel nostro vertice- ed è questo il primo precedente- abbiamo incontrato lo stesso Contini che è rimasto visibilmente sorpreso e infastidito dal nostro incontro. Probabilmente perché ha ritenuto di sentirsi  scavalcato. 
Maggiore ed esplicito fastidio espresso su Facebook nel momento in cui abbiamo inviato e reso pubblica una nostra prima richiesta alle istituzioni (dicembre 2010) di installare la dovuta segnaletica di pericolo per la presenza dei gatti della colonia. Sul social network anche in quel caso Contini si era lasciato andare commentando un articolo di stampa, sostenendo –in maniera del tutto infondata- che i cartelli per salvare i gatti e non potevano e non dovevano essere messi in quanto non sarebbero previsti dal codice della strada. I cartelli stradali in presenza di una folta colonia felina al contrario sono una realtà anche in Italia, come dimostra la colonia di via Zino Zini a Torino. Per non parlare dell’esistenza  cartelli indicanti la folta presenza di altri animali: mucche, rospi, ricci ecc
 Su Facebook abbiamo controbattuto alle argomentazioni di Contini sulla sua pagina, spiegando che spesso la presenza massiccia durante parecchie ore del giorno dei felini anche diverse decine sull’asfalto davanti all’ingresso della Colonia rendeva necessaria la segnaletica. Una scelta di civiltà  indispensabile (condivisa all'unanimità dal Consiglio Provinciale di Oristano nella delibera n.26 del 23 giugno 2011), ma Contini  ha ritenuto opportuno cancellare prima i nostri commenti e poi eliminarci direttamente dai sui contatti su Facebook. La sua scelta era quella di rifiuto al confronto per intraprendere una vera e propria guerra contro di noi e soprattutto contro i gatti di Su Pallosu che dovevano continuare a morire investiti senza clamori e senza difese.
Era il segnale che eravamo divenuti per lui, ovviamente assieme ai gatti di Su Pallosu,  nemici da combattere.
 Passiamo al tema del riconoscimento ufficiale della colonia.
A fronte di centinaia di Colonie Feline oggi esistenti in tutta la Sardegna ne risultano formalmente riconosciute pochissime, appena meno di cinque.Una situazione vergognosa a detta di tutti gli animalisti sardi che vede le amministrazioni locali distinguersi per incompetenza e assenteismo.A differenza del continente nell'isola i Gattari volontari sono lasciati soli pressoché allo sbando dalle istituzioni in quasi tutte le realtà locali. Occorre premettere che l’esistenza della Colonia di Su Pallosu è documentata in tempi precedenti alla nascita della Repubblica italiana e all’esistenze di Regione e Aziende Sanitarie Locali. Pescatori ancora oggi viventi riferiscono che una colonia di gatti sicuramente c’era prima della fine della seconda guerra mondiale, 1947. Anche su youtube potete trovare la testimonianza di Vincenzo Meli, anziano pescatore di Su Pallosu che testimonia la longevità pluridecennale della Colonia. Circostanza confermata da tutti coloro che hanno vissuto nelle baracche di Su Pallosu.
L'articolo di martedì 29 maggio 2012 del quotidiano Unione Sarda che ha   fatto andare su tutte le furie la Guardia Zoofila.


Non abbiamo mai nascosto e anzi lo abbiamo denunciato pubblicamente in tutte le sedi, anche nel nostro libro “Su Pallosu e i suoi gatti”, che anche nel nostro caso gli enti competenti, comune di San Vero Milis e Asl di Oristano sono totalmente inadempienti nell’applicazione delle norme nazionali e regionali di prevenzione del randagismo, anche per quel che riguarda la colonia di Su Pallosu. Quando nel nostro incontro al municipio di San Vero abbiamo ricordato che molti comuni hanno addirittura su Internet il modulo per la segnalazione di una colonia felina, un regolamente benessere animali o un ufficio per i diritti animali ci hanno guardato come dei marziani.
Nonostante le nostre continue precise richieste, anche rivolte direttamente agli amministratori locali, disatteso   quanto previsto dalla legge e tra le altre cose non hanno mai provveduto alla sterilizzazione dei gatti della colonia. Sin dal 10 giugno 2010  con raccomandate con ricevute di ritorno abbiamo informato le autorità competenti della situazione esistente e di quelli che erano i loro compiti previsti dalla legge. In data 15 ottobre 2010 è stato formalmente da noi comunicato al Sindaco e all’Asl l’avvio della necessaria e improcrastinabile e sterilizzazione, in ottemperanza a quanto richiesto dalla legge.
Ad oggi sono state effettuate oltre 35 sterilizzazioni da parte della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano. Nessun ente pubblico ha mai sborsato un solo euro per far fronte a questa spesa.Beffa delle beffe, la Regione, ente dal quale dipendono le Asl, nel marzo 2011 ha dichiarato :<< Dovrà essere il servizio veterinario dell'Asl 5 di Oristano a garantire la sterilizzazione delle colonie feline del territorio, in particolare di quella di «Su Pallosu», nella penisola del Sinis.>>Le sterilizzazioni erano infatti già state effettuate dalla Clinica Veterinaria Duemari.
Ma facciamo un passo indietro.Il 21 dicembre 2010 abbiamo richiesto a Comune e Provincia d’installare apposita segnaletica stradale indicatoria della Colonia Felina. Il comune, nonostante ci abbia incontrato direttamente e si sia manifestato-a parole-disponibile a collaborare, non ha mai fatto nulla di quanto previsto dalla legge. L’Asl non ha mai risposto ad alcuna nostra raccomandata. Ma anche in questo caso è davvero improponibile giustificarne l’atteggiamento. L’Assessore Regionale alla Sanità Antonio Angelo Liori   (Prot. del 01/03/2011 n. 0000459) infatti ha comunicato in risposta ad un’interrogazione in Consiglio Regionale cheil Servizio Veterinario della Asl di Oristano ha preso atto della presenza della colonia felina di “Su Pallosu nel mese di giugno 2010”.Preso atto dunque, ma non riconosciuto formalmente.
Sempre nella stessa risposta della Regione-come scritto sopra- l’Asl avrebbe in futuro (ma candu mai ?!) effettuato direttamente le sterilizzazioni. Dunque pure l’Asl che dipende dalla stessa Regione, senza mai fornire a noi alcuna risposta, ha deciso d’ignorare la Colonia di Su Pallosu, pur conoscendone la situazione ed essendo informata di tutte le nostre attività dalle nostre comunicazioni.Infatti alle nostre lettere e raccomandate con ricevuta di ritorno la Asl di Oristano non ha mai formalmente risposto.
 Complessivamente   negli ultimi due anni abbiamo speso in maniera documentale  oltre 3.000 euro (“solo”) di spese sanitarie inderogabili (sterilizzazioni, sverminazioni, vaccinazioni, visite, medicinali…).Con orgoglio vogliamo ricordare che la Colonia di Su Pallosu si regge completamente sull’autofinanziamento e sul volontariato e non ha mai avuto alcun contributo pubblico.
 Una colonia, lo ricordiamo, visitata direttamente solo nell’ultimo anno da oltre 2.000 turisti provenienti da tutta Europa, che vanta un gruppo Facebook formato da oltre 6.000 iscritti e conosciuta per la sua particolarità tanto che (fra l’altro) anche la trasmissione di natura Geo & Geo di Rai 3  vi ha dedicato un apposito servizio andato il onda il 28/12/2011  e che ha visto la venuta anche del noto network Giapponese Discovery Channel per la realizzazione di un apposito documentario.
Ma torniamo al commento sulla pagina delle Guardie Zoofile, che da subito aveva lasciato intendere  la sua opposizione alla tutela degli animali di Su Pallosu. Il  ragionamento perverso, che non condividiamo, è il seguente. Esisterebbero due diversi tipi di categorie di gatti quelli delle colonie riconosciute ufficialmente e quelle non riconosciute. La guardia zoofila in questione nonostante sia stata informata direttamente dell’esistenza della colonia di Su Pallosu dunque  si è arbitrariamente e immotivatamente schierata per il non riconoscimento della colonia di Su Pallosu. Non paga di questo ciò ha ostacolato in ogni modo, a quanto pare ottenendo in questo campo ottimi risultati, di bloccare anche una cosa banale, l’apposizione di un cartello stradale che segnali l’esistenza di 52 gatti in prossimità di una strada.
 La questione della sicurezza stradale, riguarda  i gatti, ma anche per umani. Solo per qualche miracolo infatti fin ora non c’è scappato il morto umano. Ci permettiamo di ricordare a chi non lo sapesse che proprio in caso d’investimenti   non esiste alcuna discriminazione   tra gatti appartenenti a colonie riconosciute ufficialmente o meno.
<<Non esiste nessun cartello di pericolo...>> aveva già  azzardatamente sostenuto tempo addietro (il 15 febbraio 2011) la guardia zoofila in un suo commento nella sua crociata per impedire l'installazione dei cartelli salvagatti a Su Pallosu.Un'affermazione falsa, che nella migliore delle ipotesi denota la sua assoluta non conoscenza della realtà. Il cartello esiste-come ben sanno tutti gli animalisti italiani- ed è stato formalmente utilizzato in maniera ufficiale nella colonia felina di Torino di Via Zino Zini.(vedi foto sotto)Contini rispondeva qui ad Irina Albu e poco dopo la pubblicazione le nostre argomentate risposte sulla sua bacheca sono state cancellate e così pure siamo stati direttamente eliminati dai suoi contatti di Facebook.
Il cartello stradale che può segnalare la presenza dei gatti esiste e non è una nostra invenzione.Pubblichiamo qui la risposta email delle amiche animaliste di Torino.
L'email delle animaliste di Torino che ci hanno inviato in allegato anche le foto del cartello salvagatti che secondo Giovanni Contini non esisterebbe.
Foto inviataci da Torino allegata all'email dell'amica gattara Annamaria, che smentisce clamorosamente le affermazioni di della guardia zoofila Contini.
Un atteggiamento-quello di Contini- che lascia del tutto sconcertati per  prevenzione e  pregiudizio nei confronti della Colonia dei gatti di Su Pallosu.
Ricordiamo poi che la legge 29 luglio 2010, n. 120 ha modificato il Codice della Strada introducendo un obbligo di soccorso per gli animali feriti, tutti indistintamente, in caso di incidente stradale.  L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559.E pure in questo caso è del tutto irragionevole effettuare discriminazioni tra gatti.Il reato c'è per i gatti di qualsiasi colonia, anche per quelle non riconosciute (il 90%),  che si trovano in quasi  tutto il sud Italia.
Questo è il primo commento del 15 febbraio 2011 dove la stessa guardia zoofila incredibilmente critica la nostra richiesta d'installazione dei cartelli di pericolo per Su Pallosu adducendo la presenza di "vere colonie di gatti randagi in pericolo", sostenendo  così una infondata, insensata, quanto insensibile classificazione tra gatti di serie A e serie B.
Nei suoi commenti su FB contro l’installazione della segnaletica di pericolo per salvare i gatti Contini ha affermato che altre realtà: Sa Rocca Tunda prima e Torregrande oggi meritebbero gli uni cartelli stradali e gli altri lo spazio sul giornale . Questa argomentazione è davvero del tutto insensata. Porre una colonia contro l’altra è ridicolo. Chi ama gli animali non fa discriminazioni e le colonie feline vanno aiutate e difese tutte, nessuna esclusa.I cartelli stradali per la sicurezza di gatti e persone vanno posti in ogni situazione a rischio e metterli in prossimità di una colonia non significa impedirne di metterne in analoghi siti.Anzi l'apposizione dei cartelli salvagatti è una spinta affinché si possa creare evidentemente un precedente che possa estendersi.  La politica per la tutela e diritti degli animali non va concepita come favoritismo o raccomandazione personale ma deve entrare quotidianamente nell’agenda politica delle istituzioni.Comuni, Provincia, Asl e Regione debbono finalmente dotarsi di un politica concreta in materia di prevenzione al randagismo come del resto avviene fattivamente in tutto il nord Italia.
 Riteniamo che tutte le colonie feline vadano sostenute e aiutate, nessuna esclusa, Su Pallosu, come  Sa Rocca Tunda o Torregrande. Inventare una inesistente "guerra tra poveri" tra le diverse colonie feline è segno di puerilità e di miopia politica.I media dovrebbe giustamente dare maggiore spazio a tutte le problematiche animaliste e a tutte le colonie e realtà non certo minore evidenza di quella attuale.E sostenere che parlare della colonia di Su Pallosu toglierebbe spazio ad altre colonie è una sonora baggianata.
Ma evidentemente i gatti di Su Pallosu   non  avendo il “riconoscimento ufficiale”  di un comune e di quella Asl, che nulla storicamente hanno mai fatto per applicare le norme sulla prevenzione del randagismo possono, forse Lei preferirebbe scrivere, devono, morire.   A <<non aver parole>>, Caro signor Contini, le assicuro siamo noi, non Lei …

NB L’inerzia delle istituzioni e dei loro supporter non ci scoraggia. Non ci arrenderemo finché non verranno installati cartelli e dossi per salvare i gatti. Tutti i veri animalisti amano gli animali, senza se e senza ma, senza distinzioni.

Andrea e Irina.

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